FAQ - Informazioni generali Ipnosi e Ipnoterapia

Come è possibile contattare un medico o uno psicologo abilitato alla psicoterapia che lavori con l’ipnosi nella mia città?

Scrivendo una e-mail al “Centro di psicologia clinica - ipnosi - psicoterapia ericksoniana” all’indirizzo info@centroipnosi.it

oppure usando

"CONTATTI"

nel sito www.centroipnosi.it, oppure può telefonare al numero 055-577172.

Si può anche telefonare alla segreteria della Società Italiana di Ipnosi allo 06-8548205 e chiedere del socio ordinario psicoterapeuta della società che esercita nella propria città o comunque nelle vicinanze.

E’ possibile dimagrire con l’ipnosi?

Si dimagrisce seguendo un regime dietetico, meglio se prescritto e monitorato da un medico, e una quotidiana attività fisica.

L’ipnosi clinica può essere tuttavia molto efficace nell’aiutare le persone a seguire la dieta prescritta perché permette di intervenire sui meccanismi psichici che rendono possibile un buon autocontrollo e quindi la capacità di intervenire sull’impulso ad abbuffarsi, a lasciarsi andare agli “strappi alla regola”, al mangiare “per nervosismo”, e alla fame per noia.

L’ipnoterapia può inoltre avere ottimi risultati anche in senso preventivo, e cioè sul mantenimento dei risultati raggiunti: è possibile eliminare o ridurre al minimo i rischi di ricominciare vecchie abitudini alimentari intervenendo sui “motivi” che predispongono alla ricaduta, interrompendo gli schemi comportamentali che la caratterizzano, ma anche favorendo la nascita di nuovi comportamenti più adatti.

La percentuale di efficacia di un intervento ipnositerapico è buona (70%).
Va inoltre considerata la brevità della terapia (15-20 sedute) nel caso di un trattamento focale sul problema anche se ovviamente vanno tenute presenti le differenze individuali rispetto alla “gravità” del problema, alle risorse personali, e agli obiettivi che si vuole raggiungere con una psicoterapia.

E’ possibile smettere di fumare con l’ipnosi?

L’ipnosi clinica aiuta le persone che vogliono smettere di fumare ma che “non ce la fanno da sole” agendo su due livelli.

Innanzi tutto l’ipnoterapia aiuta la persona a rinforzare la motivazione a interrompere il comportamento d’abitudine.

Smettere di fumare mediante l’ipnosi, contrariamente a quanto si crede, non è però il risultato dell’esecuzione passiva di comandi ipnotici, bensì è il frutto di un intervento psicoterapico volto al cambiamento dei meccanismi psichici che hanno caratterizzato il comportamento di dipendenza dalle sigarette, in primo luogo la logica dell’auto-inganno tipica del fumatore.

Inoltre la trance ipnotica viene utilizzata in seduta e come esercizio quotidiano da fare a casa (auto-ipnosi) per intervenire sui possibili motivi di ricaduta: serve cioè ad affrontare nel modo più efficace l’impulso, vissuto nei primi giorni come “irresistibile”, ad accendersi una sigaretta.

Va comunque tenuto presente che non esiste un modo solo di smettere di fumare, una “ricetta” valida per tutti, perché ogni persona ha una sua storia, ha varie risorse personali che la caratterizzano, e un proprio modo di dare valore alle esperienze.

L’intervento dura solitamente non più di 3 sedute, anche se molte persone chiedono di prolungare il numero degli incontri per affrontare temi che sentono essere connessi allo smettere di fumare (perlopiù: ingrassare o paura di ingrassare, nervosismo, tensione e aggressività).

Quali sono i problemi psicologici per i quali l’ipnosi può essere considerata il trattamento d’elezione? E per quali problemi psicologici è considerato un buon modello di psicoterapia?

Tutti i problemi psicologici caratterizzati da una sostanziale modificazione psicogena dello stato di coscienza sono tra le psicopatologie in cui l’ipnosi è considerata trattamento d’elezione.

Tra i più gravi ci sono il “disturbo di personalità multipla” e le amnesie e le fughe psicogene.

L’ipnoterapia si è rivelata altrettanto efficace per i disturbi post-traumatici da stress e per tutte quelle psicopatologie in cui sono evidenti momenti di depersonalizzazione o di derealizzazione (ad esempio attacchi di panico, attacchi bulimici, rituali ossessivi).

Solitamente tutte le psicopatologie che hanno un’evidente origine traumatica rispondono molto bene al trattamento svolto in stato di trance.
L’ipnositerapia è inoltre un efficace modello di psicoterapia in tutte quelle problematiche in cui l’elemento psicosomatico è centrale perché può avere un’azione diretta su molti sintomi invalidanti.

Tra tutti i disturbi d’ansia (ansia generalizzata, panico, fobie), i disturbi dell’umore (depressione), i disturbi del comportamento alimentare (bulimia, anoressia, obesità), e i disturbi sessuali, oltre ai disturbi psicosomatici veri e propri.

Un altro livello ancora riguarda inoltre l’uso dell’ipnosi per i problemi della coppia e nella terapia familiare.

In generale va ricordato che l’ipnoterapia si colloca tra le cosiddette terapie brevi pur considerando al suo interno la possibilità di un approfondimento di un lavoro psicoterapico.

Durante la trance ipnotica è possibile ricordare tutto il proprio passato, anche quello doloroso e “dimenticato”?

Durante la trance ipnotica profonda si può fare l’esperienza della modificazione di molte caratteristiche del nostro normale orientamento temporale e della memoria.

C’è ad esempio la possibilità di dimenticare (amnesia) tutto quello che è accaduto o è stato detto in seduta, o al contrario di ricordare molto bene fatti generali o particolari specifici di esperienze vissute (ipermnesia).

Alcune persone in trance ipnotica possono ricordare esperienze del loro passato riuscendo anche a “ricreare” stimoli ambientali tipo l’odore o le voci del contesto in cui si sono orientati, o a rievocare sensazioni e emozioni, e questa è un’esperienza molto intensa.

Alcune di queste persone vivono il “ritorno al proprio passato” in seconda persona e cioè come fossero spettatori di un film, mentre invece altre persone riescono addirittura a rivivere in prima persona quello che è loro avvenuto e cioè come se gli stesse accadendo nuovamente.

Alcuni fatti o sensazioni o emozioni, anche quelli “dimenticati”, possono quindi riaffiorare alla memoria durante l’ipnosi; questo accade soprattutto se l’esperienza non ricordata consapevolmente è stata originariamente vissuta in un momento di forte stress (ad esempio in un momento di forte paura) e quindi apparentemente “non registrata nella memoria”.

La memoria, va comunque tenuto presente, è tuttavia un magazzino un po’ particolare: le cose passate non rimangono identiche a se stesse ma cambiano col passare del tempo.

E’ possibile quindi che un ricordo si modifichi, venga cambiato, ricostruito, abbellito, raccontato diversamente a seconda del momento in cui viene rievocato.

Come si svolge una seduta di ipnosi-terapia?

Nell’ipnosi tradizionale i tempi e le modalità di svolgimento di una seduta erano prestabilite: una prima fase di colloquio-anamnesi e di formazione di un rapporto terapeutico, una seconda fase di induzione di ipnosi - approfondimento della trance - di suggestioni terapeutiche, una terza fase di riorientamento dalla trance con suggestioni di calma, rilassamento e vigore.

Nella cosiddetta “nuova ipnosi” i tempi e le modalità vengono modificate di volta in volta per farle adattare alle caratteristiche del paziente per cui, ad esempio, può non esserci una fase di induzione ipnotica perché la persona è già in trance, le suggestioni terapeutiche possono essere presentate fin dall’inizio della seduta, l’induzione e l’approfondimento della trance possono essere di per sé momenti terapeutici e non dei “tramite” per rendere più incisiva una suggestione, e non necessariamente il paziente deve essere steso sul lettino o comunque rilassato per entrare in trance.

La nuova ipnosi, o ipnosi ericksoniana (così chiamata perché frutto dell’esperienza e dell’insegnamento di Milton Erickson), è quindi un vero e proprio modello complesso di psicoterapia e non una semplice tecnica in cui i tempi possano essere scanditi.

Nella seduta di ipnosi-terapia inoltre scompare la direttività che solitamente ci si aspetta dall’ipnotista, e cioè i comandi tipo “dormi” o “quando uscirai di qui ti sentirai …”.

Gli “ordini” suggestivi lasciano lo spazio all’evocazione, e cioè ad un tipo di intervento molto più incisivo, profondo e duraturo.

Tutti possono imparare ad ipnotizzare?

Si, tutti possono imparare ad ipnotizzare. Il problema nasce però quando ci si chiede lo scopo per il quale si vuole imparare l’ipnotismo.

L’ipnosi è infatti una prestazione medica specialistica e una forma di psicoterapia riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale; è essenzialmente una procedura utilizzata da un sanitario o da un ricercatore all’interno di un contesto di cura o di ricerca scientifica.

Al medico, allo psicologo, all’odontoiatra è quindi vietato favorire in qualsiasi modo chi esercita abusivamente un’attività sanitaria, ivi compresa l’ipnositerapia.

Il medico o l’odontoiatra apprendono l’ipnosi mediante corsi professionali post universitari della durata variabile di uno o due anni; il medico o lo psicologo che invece vorranno utilizzare l’ipnosi come modello di psicoterapia devono invece frequentare una scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta dallo Stato Italiano.

Fuori da questo ambito legittimo, etico e legale, di ricerca o sanitario, l’ipnosi attrae quelle persone che non esercitano una professione sanitaria ma che sono state sedotte dalle possibilità di potere interpersonale che la mitologia dell’ipnosi garantisce.

L’obiettivo per cui si desidera apprendere l’ipnosi, in questo senso, è perlopiù legato a problemi personali di difficoltà di relazione interpersonale oppure a finalità di spettacolo.

Tutti possono essere ipnotizzati?

Si, tutti possono essere ipnotizzati perché tutti vivono quotidianamente quelle esperienze normali di modificazione dello stato di coscienza che costituiscono le risorse personali per andare in trance.

Vivere una “quotidiana esperienza di trance”, tuttavia, è diverso dal sottoporsi ad una induzione ipnotica. In questo caso è vero che alcune persone hanno più facilità di altre a entrare in trance “deliberatamente” e insieme ad un ipnotista, alcuni non ci riescono proprio, mentre altri vengono addirittura definiti “virtuosi” dell’ipnosi per la facilità cono cui entrano in trance e per la profondità in cui vi entrano.

In alcuni casi la variabilità di ipnotizzabilità delle persone che è stata riscontrata dipende dalla relazione che si instaura tra il soggetto e ipnotista, in altri casi dipende dalle tecniche adottate, in altri ancora dalle caratteristiche personologiche del soggetto: non è facile riuscire a vivere una esperienza forte come può essere quella di andare in trance se non si ha una certa propensione oppure se non si è instaurato un buon contatto umano con l’ipnotista.

Va ricordato inoltre che l’incapacità di entrare in una trance ipnotica profonda non inficia in alcun modo una terapia ipnotica. In questi casi l’ipnotista semplicemente non lavora inducendo una trance ipnotica, ma utilizza le caratteristiche ipnotiche della persona, le sue “trance spontanee”, ma anche un tipo di ipnosi “conversazionale”, per facilitare il processo di cambiamento e la soluzione del problema lamentato.

Perchè si pensa che in ipnosi possano accadere fatti strani o spiacevoli?

Durante l’ipnosi avviene nel soggetto ipnotico una sorta di “allentamento” della capacità di analisi della realtà e di controllo consapevole sul proprio comportamento.

Questo vuol dire che la persona che è in trance risponde alla realtà ipnotica in cui è assorto più di quanto faccia con la realtà “reale”.

L’esperienza dell’ipnosi è per certi versi simile a quella che viviamo quando, immersi nella trama di un film che stiamo guardando, viviamo in prima persona tutte le reazioni emotive, cognitive e talvolta addirittura comportamentali che avremmo avuto se fossimo stati protagonisti della trama che ci avvince.

Questo “allentamento”, che in realtà è un fenomeno naturale, ha invece alimentato alcune credenze sbagliate rispetto all’ipnosi, ad esempio che il soggetto ipnotico possa essere vittima inconsapevole della volontà (maligna) dell’ipnotista che avrebbe il potere addirittura di fargli commettere comportamenti immorali o contrari alla propria volontà.

La particolarità (e il fascino) dell’ipnosi ha inoltre alimentato soprattutto alla fine dell’800 - e poi mantenuto fino ai giorni d’oggi - tutta una serie di spiegazioni pseudo-scientifiche su quello che accade in trance.

Penso alle capacità medianiche (ad esempio entrare in contatto con i defunti), al superamento delle limitazioni delle leggi della natura (ad esempio la possibilità di staccarsi da terra e fluttuare per aria), alla possibilità di ricordare addirittura vite passate.

Questa mitologia viene costantemente tenuta in vita dai mass media nonostante sia francamente ridicola, costringendo ancora oggi l’ipnoterapeuta a tranquillizzare il proprio paziente rispetto a questi temi addirittura prima dell’induzione, e nonostante sia provato che molte delle idee sbagliate sull’ipnosi possano essere modificate semplicemente con una prima esperienza di trance.

Cos'è l'ipnosi?

La trance ipnotica è sostanzialmente una modificazione dello stato di coscienza spesso caratterizzata da un notevole assorbimento dell’attenzione verso eventi immaginati, con un conseguente minor propensione a monitorare e controllare quello che accade nell’ambiente “reale”.

Non ha niente a che fare con il sonno, tant’è che l’ipnosi viene indotta da un sanitario o da un ricercatore perlopiù evocando esperienze di rilassamento ma anche di shock-confusione.

La trance ipnotica non indotta da un ipnotista è un fenomeno normale, di cui facciamo esperienza più volte ogni giorno, e di cui conosciamo le varie sfumature e intensità: ognuno di noi sa cosa vuol dire “essere completamente assorto in una attività”, così come ognuno conosce l’esperienza soggettiva che caratterizza la fase dell’addormentamento e quella del risveglio in cui il “confine” tra la realtà e il sogno non è nettamente marcato.

L’esperienza quotidiana della trance ipnotica è legata al fare qualcosa in modo automatico (ad esempio guidare l’automobile) perché questo consente di “controllare” anche altri comportamenti che vengono emessi in contemporanea (ad esempio parlare col passeggero e ascoltare l’autoradio mentre si guida, o avere la sensazione di essere arrivati a destinazione senza sapere cosa è accaduto durante il tragitto).

Altrettanto spesso è legata ad una attività immaginativa, creativa o comunque emotivamente intensa perché queste esperienze catturano la nostra attenzione (essere assorti nella lettura di un libro, dipingere, passeggiare).
Anche i momenti di shock (un rumore improvviso o uno stimolo emotivamente intenso, un pericolo) possono momentaneamente interferire con alcuni processi cognitivi e facilitare processi simil-ipnotici.

Per queste sue caratteristiche “naturali” e soprattutto per la produzione di contenuti inconsci che facilita, l’ipnosi viene utilizzata in psicoterapia e - in medicina e in odontoiatria - per il trattamento del dolore.